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Messaggio di P. Amelio

“To whom it may concern (= a chi di dovere)”: e’ la formula di rito che uso come intestazione quando devo indirizzare un paziente all’ospedale  o ad uno specialista. Riassume in un certo senso la mia attivita’, la mia missione. Fin dove posso arrivare faccio io, oltre, cerco di far si che il paziente, benche’ povero, riesca possibilmente ad essere curato. In questo Paese solo chi lavora nel pubblico o ha un lavoro “ufficiale” ha copertura medica. Come medico missionario, sacerdote e religioso, mi sono impegnato a servire i malati poveri che giungono alla mia attenzione. In genere quelli piu’ distanti arrivano nel cuore della notte. Alle 4:00 del mattino Fatima, l’assistente sociale, va al cancello a distribuire i primi numeri, perche’ alle 5:30-6:00 spesso ci sono tanti pazienti e quelli giunti nella notte rischiano di essere esclusi. Dopo 22 anni di servizio ai malati nelle Filippine abbiamo riaggiustato il target: i pazienti poveri con patologie importanti che urgentemente necessitano di diagnosi e cure. L’approccio e’ essenziale: la semeiotica, cioe’ la visita accurata al paziente, la storia, i dati clinici, quando disponibili e, per niente secondario in questo contesto, conoscenza adeguata del contesto dove vive il paziente. Solo per fare un’esempio. Paziente che viene dal “Iraia” (=su per il fiume), quindi senza acqua potabile, scarsa igiene ecc., che presenta mucose pallide – esame della mucosa palpebrale – e ha presenza di sangue nelle feci, al 99% ha l’amebiasi. E do’ al paziente il metronidazolo per curarlo, ferro per correggerne la deplezione, e multivitaminici per accelerare il processo di ristabilizzazione della salute…

Molti pazienti vengono perche’ preoccupati per banalita’ (es. una cisti sebacea, un fibroma cutaneo pendulo, tosse ecc.) ma all’esame obiettivo riscontriamo patologie importanti (tumori [specie seno, bocca, pelle], cirrosi con ascite, ipertensioni importanti [non raro BP 250/120!] ecc.), parassitosi con danni sistemici [schistosomiasi]: cogliere in tempo queste malattie, fare diagnosi, curare e, quando necessario, indirizzare ai pochi centri specialistici, questo e’ il nostro scopo principale. Molto spesso la difficolta’ maggiore e’ il fatto che il paziente conosce solo il suo villaggio, non sa muoversi, non ha appoggi, non ha mezzi. Preziosa la collaborazione dell’assistente sociale Fatima che cerca in tutti i modi di facilitare i vari passi e fornire le conoscenze di base affinche’ i pazienti riescano a capire la situazione, a raggiungere ed essere accolti nelle strutture specialistiche. Ma e’ una lotta impari, non abbiamo credito, o meglio abbiamo solo il credito morale. La nostra missione e’ una goccia nel mare delle necessita’.

Ma e’ pur sempre un segno concreto. E possiamo accogliere, auscultare, visitare, fare chirurgie in anestesia locale, fornire medicine, indirizzare ad altri centri, fornire cibo nelle emergenze ecc. il tutto gratis et amore Dei, grazie a chi ci aiuta ad aiutare.

Un grazie di cuore ad ogni singola persona, ad ogni famiglia, che, guardando piu’ in la’ del proprio piccolo orizzonte si e’ impegnata con SOLIDARIETA SARDA ONLUS a rispondere alle necessita’ di questa povera umanita’ in questo sperduto posto del mondo. Ma, per la fede in cui credo, “ogni bicchiere d’acqua dato in nome mio, e’ come dato a Me!”

Il Signore vi benedica. E vi dedico tutte le ansie trasformate in sorrisi di chi torna a casa con la speranza nel cuore dal Polyclinic Sardegna di Dolores.

 

P. Amelio, medico e missionario.                                                

                                                                 Dolores, Eastern Samar, Filippine, 23 Maggio 2018

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Aggiornamento sul progetto di sostegno a distanza

L'associazione , con il pieno accordo delle Suore Francescane dei Sacri Cuori e di Padre Amelio, responsabili dell’attuazione del progetto, in considerazione delle difficoltà oggettive ( vedi turnover degli assistiti e comunicazione con i benefattori) ha deciso di rinunciare alle informazioni sui singoli bambini.

Si conferma il massimo impegno a favore del progetto nel suo insieme, sia per l’istruzione, sia l’assistenza sanitaria.

Padre Amelio e le Suore ci faranno pervenire annualmente una relazione sulle attività svolte e le notizie saranno riportate nel nostro sito.

Tale procedura comporterà anche un risparmio sulla spesa, a tutto vantaggio del progetto.

Confidiamo nella comprensione dei nostri benefattori.

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Madre Flora ha compiuto 90 anni

Il 22 novembre 2016 Madre Flora ha compiuto 90 anni. Per celebrare l'evento, la Madre Generale Amabile Galatà e le Suore della Congregazione, hanno organizzato in Capua una straordinaria giornata di festa. Tutti gli interventi, in primis l'Arc. Mons. Tommaso Caputo (Pompei) che ha presieduto la solenne funzione religiosa, hanno sottolineato i grandi meriti e lo speciale carisma di Madre Flora, sempre a fianco degli ultimi, in particolare nelle missioni delle isole Filippine. Non é mancata la partecipazione di alcuni soci della nostra associazione a testimonianza dell'affetto, della stima e della riconoscenza dei sardi per questa donna, autentico simbolo di "solidarietà".

A conferma si riporta integralmente la significativa testimonianza pervenuta a Madre Flora da un benefattore della Sardegna:

"Cara Suor Flora, anzi carissima Flora, come ben presto sentiti l'impulso di chiamarti, poichè ti accolsi come sorella nel mio intimo. Questo avvenne quando il tuo forte e deciso annuncio di solidarietà, comprensione e aiuto fece appello non alla carità o alla pietà ma mi fece sentire responsabile dei diritti di chi voleva e vuole ancora sottrarsi all'ingiustizia, alla disuguaglianza, alla fame, alla malattia, all'ignoranza. La forza delle tue parole e la convincente concretezza dei tuoi progetti ebbero, nell'immediato, l'effetto di unire quanti - diversi per cultura e aspirazioni ideali - sarebbero rimasti ciascuno chiuso nel proprio isolamento, col rischio di restare o cadere nella solitudine dell'egoismo o, più comunemente, nel disincanto, nella rassegnazione, nell'indifferenza, e perciò nell'aridità e nella pochezza di spirito. Tu hai compiuto il piccolo miracolo di avvicinarmi alla tua anima e, attraverso di essa, a tanti poveri e sofferenti che, altrimenti, avrei ignorato e trascurato di aiutare materialmente, ma soprattutto evitando loro di sentirsi soli e abbandonati. Qui non voglio soffermarmi sull'importanza, pure notevole, dell'ampliamento di orizzonte mentale o dell'arricchimento spirituale che le tue opere e la tua parola hanno avuto per me. Voglio invece solo dirti che l'occasione odierna, che mi offre la tua lunga e ricca vita ("ricco è colui che dona") mi consente di capire un po' più in profondità quanto di veramente francescano - non solo per l'ispirazione che ti deriva dall'appartenenza al tuo ordine - ci sia in te e nell'attività che tu chiami missionaria e che io invece, da laico oltre che da profano, vedo derivare direttamente dalla ricchezza spirituale della tua persona. Infatti, a me sembra che la tua opera non discenda dall'alto di un comando o di un principio, ma da sensibilità e bisogno naturale di operare il bene, oltre che dall'intelligenza di "non offrire come carità ciò che dovrebbe essere un diritto" (per usare le parole di Don Ciotti). In questo tuo modo di essere, tu hai precorso da molti anni l'invito di Papa Francesco, quando ha sollecitato l'operosità fattiva di credenti e non credenti, piuttosto che la santa pietà - purtroppo  insufficiente a risolvere i problemi - nonchè l'attenzione alle sofferenze e ai bisogni degli "ultimi", così come il privilegio accordato al Vangelo prima che alle ragioni della Teologia. Tu non hai atteso un Giubileo del Terzo Millennio per praticare la Misericordia, cioè per perseguire fratellanza, comprensione e perdono: tu sei sempre stata, nella tua opera: "misericordiosa". Per tutto ciò io ti ringrazio e,  consapevoledi questa richezza, ti porgo oggi i miei Auguri con affetto e riconoscenza".

Madre Flora ha voluto ringraziare con il seguente messaggio: Clicca per visualizzare

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Mons. Salvatore Scalas

Il giorno 4 novembre 2015 è venuto a mancare Mons. Salvatore Scalas, cofondatore dell'associazione e di essa presidente onorario. Già missionario in Africa, fondatore della parrocchia dello Spirito Santo di Selargius, Don Salvatore ha lasciato in chi ha avuto il privilegio di conoscerlo un vuoto incolmabile per la sua umanità e la straordinaria levatura morale.

Con Lui l' associazione ha perso un amico insostituibile e una preziosa guida.